A Green New Deal

Eravamo in vacanza in kayak nel mare della Corsica, finalmente di approdo a Calvi dopo settimane di pagaiate e campeggio sulla costa selvaggia.

Eravamo in cerca di incontri, musica, umanità. Eravamo convinti di trovare lo spunto per questa interazione sociale sul nostro smartphone, ma non lo trovammo. Eravamo stupiti dal fatto che mancasse il dato essenziale su cui costruire questo network: chi c’è, davvero, adesso, e dove. Partimmo da qui, ed arrivammo in un baleno a visioni inedite. Eravamo in kayak in mezzo al mare al tramonto, ma portammo la visione a terra e continuammo ad arredarla. Ma i conti non quadravano, eravamo in cerca della fonte primaria del nostro dato: come si riempie il buco nella rete?

Eravamo ispirati dal concetto di una fornitura intelligente e interconnessa, ed eravamo impegnati in tutt’altre imprese per conoscere il termine Internet Of Things. Eravamo affascinati dall’idea di dare un’anima ai bicchieri: non alle forchette, non alle sedie. Ai bicchieri.

Perché si riempiono e si svuotano, di spirito e di esperienze. Perché passano di mano in mano, da amico ad amico. Perché entrano in contatto quando festeggiamo una cosa bella. Perché sono l’accessorio della convivialità. Eravamo convinti che il bicchiere fosse già il medium che cercavamo, non dovevamo aggiungere altro: dovevamo solo farlo p arlare. Lo battezzammo PCUP, Public Cup.

Capimmo che più un bicchiere ascolta, più ha da dire: i nostri bicchieri non dovevano rompersi mai, ma continuare a raccogliere e raccontare storie e persone in eterno. Sempre meno bicchieri, sempre più interconnessi. Eravamo certi di poter monetizzare queste storie, giorno dopo giorno, drink dopo drink, più di quanto si possa monetizzare vendendo bicchieri. Eravamo partiti dall’informazione, eravamo atterrati sulla sostenibilità ambientale: sul product-as-a-service, sull’economia a costo marginale zero, sulla Terza Rivoluzione Industriale. Questa fu l’àncora di senso con cui acchiappammo le idee sparse per farne un cambiamento nel mondo. Fondammo PCUP srl a giorni.

Eravamo ignari che tutto il nostro pensare confuso era già stato organizzato in bella da un piccolo uomo seduto ad una scrivania di Washington. Lo scoprimmo grazie alla lungimiranza di uno sconosciuto che bussò insistentemente alla nostra porta, e da lì smettemmo di grugnire per iniziare a parlare. Leggendo Jeremy Rifkin le nostre visioni presero nomi e cognomi, indici e date. Cambiammo le sue variabili con le nostre costanti, ed eravamo per la prima volta un modello di business.

Sono passati pochi mesi e un po’ di libri, e ora siamo un pezzettino della Terza Rivoluzione Industriale. Siamo un modello di sviluppo fondato sull’accesso piuttosto che il possesso. Siamo ospiti e costruttori di una nuova infrastruttura di energia, trasporto e conoscenza che mette intelligenza negli oggetti comuni. Siamo mossi da una coscienza biosferica, né individuale né nazionale.

Proporre e portare avanti le nostre visioni con Jeremy Rifkin e vederlo bere nel nostro PCUP alla presentazione del suo Global Green New Deal all’università LUMSA di Roma è la chiusura di un cerchio, il primo: PCUP è molto più di un bicchiere, è un pensiero forte a forma di bicchiere.