Spesso il bicchiere PCUP viene distribuito su cauzione: il cliente lascia un deposito di qualche euro, che gli verrà riconsegnato quando restituirà il bicchiere. Come abbiamo spiegato in questo nostro articolo, la cauzione porta grandi vantaggi economici e ambientali.

Ma cos’è una cauzione, ai fini fiscali? Infatti il deposito cauzionale non è una vendita, ma una mera transazione finanziaria. Solo allo scadere del tempo massimo per la riconsegna del bene cauzionato, la transazione finanziaria diventa una vendita vera e propria.

Ai sensi dell’art. 2 DPR 633/1972 le cauzioni non rientrano nell’ambito dell’applicazione dell’IVA, quindi non c’è obbligo di fatturazione dei depositi cauzionali. Il gestore deve comunicare al cliente la durata della cauzione, cioè il momento oltre il quale non sarà più tenuto a ridare il valore del deposito. Allo scadere di questo tempo i depositi non restituiti diventano un vendita imponibile IVA, soggetta a tutte le regole ordinarie. L’IVA da applicare vendita dipenderà dalla natura giuridica del gestore, come anche la possibilità di emettere ricevuta equivalente a scontrino. Il DM 18 agosto 1975 permette di emettere la fattura per le cauzioni una sola volta all’anno, per tutto l’anno.