“Racconta a 200 liceali cosa fai nella vita”. L’invito di Cristina Morazzoni e Danilo Mazzara nel contesto del Job_Lab@Bocconi mi ha dato qualche grattacapo: quali parole scegliere per trasmettere la fatica e la paura senza perdere per strada l’adrenalina, il divertimento e la soddisfazione?

Ho scelto una metafora che mi viene a visitare da un po’ prima di andare a dormire: fare startup come aprire una nuova via di arrampicata (quando ancora avevo tempo di scalare…). Disegnare una linea immaginaria da terra al top, una linea che nessuno ha mai fatto prima e che porta al panorama più bello. Una linea che forse è umanamente impossibile, ma che vale la pena di essere tentata con il meglio di sè.

Puntellarla di KPI come rinvii, una milestone qua e là come sosta, tenere d’occhio quanta corda resta come cashflow, tendere ogni fibra per aderire alla parete come tensione al market fit. Rischiare un lancio lungo, una presa storta, una tacca unta. E poi volare, volare e volare ancora fino a farsi venire i calli, senza dimenticare di apprezzare quanto già si è saliti. I ragazzi capiscono, le domande lo dimostrano.

Grazie a Università Bocconi e Accenture Italia per questa occasione, che mi ha insegnato di nuovo che cosa faccio nella vita.

Vivissimi complimenti e ammirazione per i progetti di fundraising svolti dai ragazzi, di una cura e professionalità che vorrei vedere di più nel mondo dei grandi. Vado a dormire più sereno sapendo che la generazione dopo di noi ha tanto sale in zucca.