Il coronavirus è una tragedia umana ed economica enorme che tutti stiamo vivendo. Ma è anche una grande occasione, per PCUP e per tantissimi progetti immaturi immaturi. In due anni di vita siamo esplosi: come intelligenza, esperienza, contatti, investimenti, giro d’affari. Se da una parte i nuovi progetti muoiono perchè non colgono esigenze di mercato, dall’altra muoiono perchè non riescono a stare dietro alla domanda. Noi ci siamo vicini, da sempre. 

Il primo cliente ha acquistato i bicchieri PCUP senza che avessimo l’impianto produttivo: erano prototipi. Durante la campagna crowd per finanziare lo stampo in acciaio per la produzione in serie a Genova, ci hanno contattato i due più grossi stadi d’Italia per vedere il prodotto come fornitura standard. Ai primi eventi di lancio dell’applicazione gli utenti ci chiedevano di poter mettere la moneta di PCUP in blockchain per tradarla, ma la nostra software house del tempo era in difficoltà già nel mantenere attive le funzionalità base del prodotto. Nel corso del 2019 siamo rimasti ben due volte senza magazzino, a roderci le mani per commesse da decine di migliaia di euro mancate. Happy problems, ma pur sempre problems.

Parte della colpa sta nell’immobilismo in cui viviamo: dirigenti terrorizzati dal cambiamento, investitori avversi al rischio, tagli di investimento insufficienti per gli obiettivi di crescita, burocrazia incomprensibile, banche inesistenti, un ecosistema startup tutto marketta e poco tech. Abbiamo bypassato tutto questo facendo del mercato il nostro investitore, attraverso una campagna di equity crowdfunding: come consumatore, vuoi PCUP sul mercato? Bene, non comprare il prodotto domani, compra le azioni oggi. Per questo siamo infinitamente grati alla comunità degli investitori crowd e alle piattaforme che mantengono e sviluppano costantemente questo strumento salvifico per i progetti ad alto rischio. Dopo la exit, ci vediamo dall’altra parte della barricata 😉

Ma parte della colpa è nostra: troppa voglia di fare, poca lucidità nell’eseguire. Sempre ad inseguire, mai a guidare: dire “Guarda, questo è quello che so già fare. Si fa così, fidati”. Proprio là dove il mercato ne vuole di più, dobbiamo dare di meno, viaggiare di mero, parlare di meno, immaginare di meno. E’ difficile perchè da una parte devi disegnare negli occhi degli altri il mondo che ci aspetta dopo, ma dall’altra devi eseguire nel dettaglio le operazioni di oggi. La confusione tra queste due anime genera disastri. Il consiglio più prezioso lo abbiamo ricevuto già un anno fa, e da una persona ancor più preziosa: “Siete per natura innovatori, dovete imparare a diventare manager”.

Nella nostra recente accelerazione a Boston ne abbiamo finalmente apprezzato la portata, focalizzando la differenza tra noi e l’american dream: loro hanno il lusso del cash, hanno investimenti. Il mercato potenziale è grande? Sei in gamba? Bum, 2 milioni al giorno zero e mi dai un posto in CdA. Noi abbiamo il lusso (e la necessità) del mercato: hai un prodotto che mi serve? E’ pensato bene? Costa il giusto? Bum, lo compro. La fattura è la fine del futuro ed è l’inizio del presente. E non appena finirà la quarantena, saremo tutti fuori a ballare, suonare, ridere, incontrare, bere: tutti potenzialmente con un PCUP in mano. Non abbiamo il lusso di farci trovare impreparati quando la cuccagna ripartirà.

Con il coronavirus abbiamo pescato il jolly, ci stiamo regalando un secondo presente: tempo per pianificare il tempo, organizzare lo spazio, efficientare i processi, sfruttare risorse inespresse. Mentre fuori il mercato è fermo, dentro ribolliamo. La nostra fortuna è essere piccoli e leggeri: rispetto alle risorse che spostiamo, viviamo di aria. Questo ci dà un lungo* runaway – *siamo da sempre in condizione di sopravvivenza, e a ricordarcelo è nome il nostro file di cashflow: “Quanto_manca.xls”

Il nostro modo di celebrare a questa opportunità si chiama QuaRunTen, un cappello concettuale per raccogliere il senso che stiamo dando a questa esperienza.

QUA. Stiamo in casa, senza appuntamenti treni corse bocconi al volo distrazioni ritardi. Spegniamo il rumore, fissiamo un task, portiamolo a termine senza intoppi. Silenziosi, puliti, letali. Dei serial killer in pantofole.

RUN. Nelle lunghe giornate di quarantena sono emerse diverse tappe di una strutturazione interna che dobbiamo seguire per diventare bambini veri. Una maratona per coltivare nuove abilità individuali e in team, per liberarci da zavorre che ci stiamo trascinando da mesi e aprirci nuove possibilità.

TEN. Dieci tappe che toccano ogni nostro ambito di attività, dai controlli qualità sulla produzione all’esperienza utente sulla nostra piattaforma. Dieci sfide per diventare migliori.

Cercheremo di raccontarvi quanto di buono tireremo fuori dalla QuaRunTen, sperando che possa esservi d’ispirazione o anche solo di conforto.